Intervista alla Dottoressa Allegra Fisogni

 

Dottoressa Fisogni che cosa le piace del suo lavoro?
Come terapeuta sento il privilegio con i miei pazienti di essere testimone di grandi drammi ma anche di importanti atti di coraggio nel cercare di ritrovare nuovi equilibri nella propria vita. Ho spesso avuto pazienti i cui cambiamenti e il cui coraggio mi hanno lasciato a bocca aperta. Credo fermamente che se, come terapeuta, rimuovo gli ostacoli nella crescita personale, il paziente maturerà spontaneamente e realizzerà il proprio potenziale.

Quali aree le interessano?
Le mie aree di interesse si orientano verso i disturbi d’ansia (attacchi di panico, fobie, stati ansiosi cronici, agorafobia, disturbo post traumatico da stress), i disturbi ossessivi (ossessioni, compulsioni, rituali, impulsi indesiderati), i disturbi sessuali psicogeni (ad es. desiderio sessuale ipoattivo o avversione, eiaculazione precoce, assenza, ritardo dell’orgasmo, dispareunia, vaginismo) e la consulenza e il trattamento delle problematiche di coppia. Da diversi anni mi occupo del disagio perinatale (depressione e ansia in gravidanza e nel post partum, morti endouterine fetali, aborti spontanei e terapeutici), ambito troppo spesso non considerato con la dovuta attenzione e delicatezza.

Quali sono i suoi progetti?
I miei progetti professionali si orientano nel continuare ad approfondire le mie aree di interesse.
In modo particolare ho sperimentato nel mio lavoro l’efficacia di integrare il mio orientamento cognitivo-comportamentale con l’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing), tecnica quest’ultima molto valida nei disturbi post-traumatici (incidenti gravi, calamità, violenze fisiche e psichiche, lutti improvvisi o difficili da elaborare, ecc.) ma anche per rendere maggiormente efficace la Psicoterapia nel caso di diversi disturbi (disturbi alimentari psicogeni, attacchi di panico, fobie, disturbi di personalità, dipendenze da sostanze, da shopping, da internet, da gioco d’azzardo, disturbi di personalità, balbuzie).
Come consulente in Ospedale continuerò a  lavorare ad un programma dedicato al disagio delle mamme in gravidanza e nel post partum.  Un progetto che mi sta molto a cuore perché ha permesso di riconoscere e non sottovalutare una sofferenza importante che, se trattata tempestivamente, può permettere di vivere serenamente l’avventura del diventare genitori.

Qual è il suo motto?
‘Ricordati sempre che non sei tu a fare tutto il lavoro. Accontentati di aiutare la persona a capire che cosa bisogna fare e abbi fiducia nel suo desiderio di crescere e di cambiare’. Questo significa per me esortare il paziente alla curiosità di conoscersi, senza avene troppa paura, e credere nei suoi talenti che a volte fatica a riconoscersi.

Come si superano i momenti di difficoltà nel percorso?
E’ la relazione che guarisce.
Un rapporto  basato sulla fiducia e sulla confidenza è il requisito indispensabile di qualsiasi terapia ed aiuta ad affrontare i momenti difficili.
Condividere con la persona le difficoltà che si esprimono fisiologicamente nel percorso psicoterapeutico, usarle e dargli un senso, può facilitarne il superamento.
Un terapeuta aiuta il paziente mantenendo una presenza calda e costante al suo fianco, meritandosi la fiducia che gli viene data e dimostrando un interesse reale verso il paziente.

Perché ha scelto di lavorare in questo studio?

La psicoterapia è una vocazione impegnativa e il terapeuta deve essere capace di tollerare la solitudine, l’ansia e la frustrazione, inevitabili nel nostro lavoro. Da qui nasce l’esigenza di un nutrimento che deriva da rapporti di condivisione con colleghi con i quali mettersi in relazione e in connessione. Troppo spesso noi terapeuti trascuriamo i nostri rapporti personali e il nostro lavoro diventa la nostra vita. Un gruppo di colleghi di orientamento simile o non e che operano anche in ambiti differenti, quali quelli dello Spazio Connessione, mi stimola a formulare nuove idee, riflessioni e nuovi progetti. Offre una spiaggia sicura, un ambiente fidato per alleggerire gli stress della vita professionale e, perché no, personale. Un gruppo così pensato è un veicolo molto efficace per generare sostegno e cambiamento personale.

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