Così fan tutti. Ripensare l’infedeltà “Possibile affrontarla e superarla?”

 

Di Allegra Fisogni, psicologa psicoterapeuta

 

Inganno, abbandono, rifiuto, umiliazione. Le emozioni suscitate dall’infedeltà del partner presentano una tessitura uniforme, quale che sia la loro fenomenologia, a qualsiasi latitudine. Perché «privando la coppia della sua felicità» a entrare in crisi è la sua stessa identità, come suggerisce la psicoterapeuta belga-americana Esther Perel, autrice di “Così fan tutti. Ripensare l’infedeltà” (Solferino, 416 pagine, 19 euro). Un saggio che, evocando la celebre opera buffa di Mozart (“Così fan tutte”) esamina l’amore clandestino, alla luce di decine di casi seguiti dalla celebre terapeuta, con l’obiettivo di portare alla luce gli “insegnamenti” esistenziali del tradimento. Cinque i consigli per capire e affrontare questa esperienza.

1 – Come si affronta Non si vuole affatto alleggerire il dramma che questa esperienza porta con sé («Non raccomanderei un’avventura extraconiugale più di quanto raccomanderei un cancro»). Piuttosto, si tratta di guardarlo negli occhi, per comprenderne meglio le dinamiche e, dunque, i possibili percorsi terapeutici per affrontarlo. Il suo profilo è fatto di segretezza, alchimia sessuale e coinvolgimento emotivo. Il senso di colpa si intreccia al piacere. Come nella storia di Max, padre di famiglia devoto di tre figli («Un attimo prima mi sentivo uno schifo, ma un attimo dopo sapevo che stavo toccando l’essenza di qualcosa che avevo un disperato bisogno di provare ancora»).

2 – Come uscirne? Per Perel la rivelazione di un tradimento è qualcosa di straziante. «Se volete davvero sventrare una relazione, strapparne via il cuore, con l’infedeltà andate sul sicuro», premette Perel. Quando, però, dopo aver affrontato un percorso psicologico i partner decidono di restare insieme, si apre un capitolo nuovo: è qui il nucleo del saggio, la sua parte più originale.

3 – Identificate il vostro profilo Ma come si “rimodellano” le coppie che decidono di ricominciare il percorso affettivo? Il saggio identifica i tre esiti post-infedeltà più comuni. Se cercate il vostro caso, ricordate che: 1) ci sono le coppie che restano fisse nel passato, con partner ascrivibili alla categoria dei “sofferenti”; 2) quelle che si rimboccano le maniche e dimenticano (“i costruttori”); 3) quelle che risorgono dalle ceneri e creano un’unione migliore (“gli esploratori”).

4 – Ripensare la fiducia In qualche misura, l’insegnamento che interseca tutte le esperienze, è una consapevolezza nuova – certamente più profonda e più plastica – della fiducia. Nucleo portante di qualsiasi relazione interpersonale, più che mai sul piano affettivo, amicale, familiare e soprattutto coniugale, essa si carica di sfumature. «Un tradimento catapulta la coppia in una nuova realtà – è la constatazione di Perel – e quelli che sono disposti ad avventurarsi insieme scoprono che, per loro, la fiducia non è più imperniata solo sul prevedibile ma diventa un impegno attivo con l’imprevedibile». Cosa significa? Ad esempio a rendere i partner più autocritici verso se stessi. E fa della vita di coppia un impegno da costruire non soltanto giorno per giorno, ma soprattutto insieme, caricando costantemente di significato il senso della parola “fiducia”.

5 – Radiografia di coppia Non c’è dubbio, poi, che ogni tradimento – quando viene rivelato – scatta una fotografia alla vita di coppia, oltre le apparenze. «Proietta una luce impietosa sulla sua costruzione, le sue crepe, gli squilibri, la putrefazione secca, la subsidenza, ma anche le forti fondamenta, le mura solide e gli angoli intimi e accoglienti». È soprattutto qui che il terapeuta è chiamato a lavorare con i suoi pazienti, per elaborare la complessità di un’esperienza lacerante, dalla quale però – è il messaggio di Perel – è possibile uscire con un nuovo grado di consapevolezza su se stessi, l’altro, la vita.

 

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