Genitorialita’ consapevole

Possiamo fare qualcosa per favorire lo sviluppo mentale dei nostri figli senza essere giudicanti o imporre il nostro progetto? La proposta di Paola Scovazzi, psicologa e psicoterapeuta e Sofia, sua figlia.

Quando aspettiamo un bambino oltre alle emozioni più totalizzanti della nostra vita, iniziano anche un sacco di preoccupazioni e di timori.
“La gravidanza andrà bene?”… “Andrà tutto bene durante il parto?” ….. “Sarà sano?”
E poi più il tempo passa più le domande si complicano “Sarò una buona madre?” … “Riuscirò a non perdere la pazienza?”.
Ad un certo punto quando vediamo che tutto sta proseguendo senza scossoni particolari iniziamo a pensare al futuro, a quando andrà a scuola e magari anche a mettere da parte dei soldi in un fondo qualsiasi che possa fruttare ed essere utilizzato dal bambino una volta grande, di solito si pensa all’università.
Quando aspettavo mia figlia, più o meno l’iter è stato questo.
Io però avevo anche tutta una serie di domande aggiuntive e sollecitazioni date dalla mia professione.
Poi in gravidanza, mi sono imbattuta in “Da zero a tre anni”, il libro di Piero Angela.
Questi alcuni stralci della sua prefazione:

“L’importanza dei primi anni di vita, durante i quali il bambino offre la sua pasta cerebrale ancora intatta alla manipolazione di chi gli è accanto, affidandogli così la costruzione della sua mente.”

“…è nel primo periodo di vita (e quindi soprattutto con la madre) che il bambino costruisce la sua attitudine a imparare, immaginare, esplorare, capire.
In questo periodo egli riceve l’impronta di base che conterà non solo per la sua capacità di amare il prossimo e di avere uno sviluppo psichico equilibrato, ma anche per quella di interessarsi alle cose, di memorizzare, di attivare i suoi circuiti cerebrali e di sviluppare, in definitiva, la sua intelligenza e la sua creatività.
Esperimenti e ricerche hanno mostrato che questa graduale costruzione della mente comincia fin dal primo giorno di vita, e che il bambino alla nascita è un miliardario del cervello, molto più precoce e sensibile di quanto i genitori non pensino, pronto a modellarsi su tutto ciò che esiste intorno a lui.“

Così ho iniziato a pensare che forse non solo i soldi potevano essere accantonati per farli fruttificare nel tempo.

Forse si poteva fare la stessa cosa con le funzioni cognitive, con lo sviluppo cerebrale ed emotivo.

Forse potevo aiutare mia figlia, ad accantonare nella sua “banca personale” quelle capacità e quelle tracce neuronali utili in futuro.
Queste unite al suo corredo cromosomico, all’ambiente e a tutto quello che la sua vita vorrà metterle davanti potranno dare i loro frutti e crescere esattamente come una piantina in presenza del terreno giusto, del sole e dell’acqua.
Oppure, per fare un paragone con un gioco tanto amato da mia figlia ora, fornirla di tutta una serie di lego di forme e colori diversi perchè lei possa costruire di volta in volta quello che vorrà e le servirà nel gioco della vita.
Così in questi anni mi ha accompagnato l’interesse di aiutare mia figlia (mente e corpo) a crescere, a diventare se stessa e a mettere via il frutto di tutta una serie di potenzialità, che il suo cervello potrà, forse, tirare fuori in futuro. Creare, per quanto possibile, quelle condizioni favorevoli che poi lei si troverà a gestire come meglio crederà.
La fortuna di incontrare sulla strada, non solo letture sempre più interessanti per me, ma anche insegnanti di valore per lei, ha fatto il resto.
Il gioco in inglese, stimolo anche per me per riprendere qualche lezione, lo sviluppo del pensiero musicale attraverso il Metodo Gordon e la Music Learning Theory, la Mindfulness e la genitorialità consapevole, gli stimoli montessoriani, il nuoto, il co-sleeping e le mamme marsupio con le loro fasce, sono stati anni di grande curiosità e piacere di crescere insieme. Senza forzare, proponendo con delicatezza e osservando le sue reazioni e i suoi interessi.

Non imporre ma proporre stimoli da condividere insieme, senza la rigidità delle nostre aspettative e dei nostri giudizi.

Ora che mia figlia ha quasi 5 anni mi piacerebbe poter condividere quando vissuto in questi anni, gli stimoli, le riflessioni, gli errori e soprattutto le basi scientifiche, il nostro percorso e quello che abbiamo trovato interessante.

Vi aspetto per confrontarci su questi temi davanti ad una tazza di te o una tisana e una piccola merenda. Voi e i vostri bambini.

Per informazioni contattate il Centro al 344.1687150 o scrivere a info@spazioconnessioni.it per maggiori informazioni