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GENITORIALITA’: imparare l’arte di essere genitori “sufficientemente buoni”

Quando si parla di genitorialità ci si riferisce al processo dinamico attraverso il quale si impara a diventare genitori capaci di prendersi cura e di rispondere in modo sufficientemente adeguato ai bisogni dei figli.
Ne parla in questo articolo La Dott.ssa Sara Comerio , Psicologa e Psicoterapeuta.


Per approfondire questo importante quanto delicato tema, mi fa piacere in questo post condividere alcuni spunti suggeriti dal libro “L’età dello tsunami”, scritto da Alberto Pellai e Barbara Tamborini, due grandi esperti di psicologia dell’età evolutiva, che affrontano questi argomenti con il rigore scientifico e il tono divulgativo che li ha resi dei punti di riferimento.

La base del nostro ragionamento è che “nessuno nasce genitore”.
Sono i figli che con il loro arrivo ci rendono mamme e papà, facendoci cambiare la nostra identità di donna e uomo, richiedendoci una crescita del nostro senso di responsabilità e di capacità di far fronte a qualsiasi situazione.
Tuttavia essere dei “buoni genitori” non è un’impresa facile, è un lavoro che si apprende “in corsa”, vivendo la vita con i figli, giorno per giorno. E’ necessario un impegno costante nell’affrontare i dilemmi quotidiani, imparando dagli inevitabili errori che questo percorso ci porta a vivere.

Ma si può essere dei “perfetti genitori”?

Donald Winnicott, uno dei più grandi teorici ed esperti della relazione genitore-figlio, invita ad accontentarsi di essere genitori “sufficientemente buoni”. Si tratta di un pensiero condiviso anche dallo psicanalista Bruno Bettelheim che in uno dei suoi saggi più popolari parla di genitori “quasi perfetti”.

Nel concreto questo vuol dire che come genitori siamo chiamati a dare il meglio che siamo in grado di fare per i nostri figli, accettando i nostri limiti, comprendendo i nostri errori e imparando da essi.
E’ infatti fondamentale non spaventarsi degli errori commessi, non negarli e non lasciarsi mai opprimere dai sensi di colpa. E’ invece importante analizzarli e riconoscerli con l’intento di non ripeterli.
Il pensiero positivo, la fiducia in noi stessi e la relazione complice con il partner sono gli elementi che ci permetteranno di essere dei genitori “sufficientemente buoni”.

Tenendo conto di questi aspetti, il percorso che come genitori compiamo nei primi anni della vita dei nostri figli rappresenta il creare delle fondamenta solide su cui impostare la relazione d’ora in avanti, adattandoci ai cambiamenti, facendo fronte alle nuove costanti esigenze e competenze richieste.

Una riflessione in più

Durante questo percorso di crescita nostro e dei nostri figli ritengo sia davvero fondamentale interessarci al loro mondo, capirlo per essere in grado di accompagnarli al meglio.

Come?

Il genitore sufficientemente buono è quello che armato di tanta pazienza, disponibilità e voglia di capire, impara ogni giorno ad ascoltare i propri figli.

Quale è l’obiettivo?

Comprendere e conoscere il loro mondo non ha lo scopo di farlo assomigliare al nostro o a quello che noi vorremmo per loro, bensì permette di creare un ponte di relazione e comunicazione con i nostri figli.
In questo modo siamo in grado di “parlare la loro lingua”, valorizzando la loro differenziazione e comprendendo che anche noi abbiamo tanto da imparare dal loro sguardo sulla realtà.

 

Che genitori siete?
Qual è il vostro stile educativo?
Quali punti di forza e quali vulnerabilità ritenete di avere?
E soprattutto, vi sentite sicuri nel vostro ruolo?

 

Dott. Sara Comerio
Psicologa e Psicoterapeuta

 


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