“Non ci pensare, arriverà!”: il desiderio di diventare genitori

La dottoressa Patrizia Provasi, psicologa e psicoterapeuta, ci invita a riflettere su questo importante tema.

“Avere un figlio è il sogno di molte coppie che vogliono allargare la famiglia e si sentono pronte ad accogliere nella loro vita un piccolo cucciolo da accudire e amare.
Purtroppo, però, non sempre i sogni si realizzano immediatamente. La coppia alla ricerca di un figlio, ormai da tempo, almeno 2 anni, non è ancora riuscita a rimanere incinta. Cominciano le analisi, per lei, per lui. Ed ecco che arriva la temuta diagnosi di infertilità…e i tempi si allungano, portando spesso tristezza, demotivazione e alcune volte vere e proprie crisi di coppia.
Le implicazioni psicologiche dovute a questo momento della propria vita sono molte: si parte dallo shock, dal chiedersi “perché proprio a noi?” con conseguente senso di rabbia, collera, rifiuto. Si passa poi per quella che viene chiamata resilienza, che permette alla coppia, dopo la prima reazione, di attivarsi, cercando una soluzione al problema. Una tra le più utilizzate è il ricorso alla Procreazione Medicalmente Assistita.
Per Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), si intende l’insieme di tutti quei trattamenti per la fertilità nei quali i gameti, sia femminili (ovociti) che maschili (spermatozoi), vengono trattati al fine di determinare il processo riproduttivo. Queste tecniche sono utilizzate per aiutare il concepimento in tutte le coppie, laddove questo non possa riuscire spontaneamente.
La riproduzione assistita è possibile mediante una gamma di opzioni terapeutiche, a diverso grado di invasività. Sono state suddivise, tenendo conto della loro complessità e necessità o meno di anestesia, in tecniche di I livello e tecniche di II e III livello. Non esiste una tecnica migliore o peggiore dell’altra, ma semplicemente quella più idonea al quadro clinico presentato da ogni diversa coppia.
Il percorso di PMA è fisicamente e psicologicamente pesante per la coppia, in particolare per la donna che deve subire le cure mediche. Inoltre, non dà garanzia di riuscita: c’è chi riesce a rimanere incinta al primo tentativo, altre dopo svariati tentativi, altre non riescono. La coppia deve pertanto fare i conti con l’insicurezza e l’ansia del possibile risultato.
In questa fase, spesso si inizia a sentirsi sempre più soli e isolati perché magari si preferisce non confidarsi con propri cari e con amici che non hanno lo stesso problema. Anzi, di solito si preferisce proprio evitare le coppie di amici con figli: sarebbe troppo doloroso. E si sviluppa un senso di invidia, che viene vissuto con senso di colpa perché, razionalmente, si pensa che si è cattivi se non si è felici per gli altri.
E’ importante in questa fase che la coppia non rimanga nell’isolamento, ma riesca a condividere, con un professionista o con persone che abbiano affrontato lo stesso percorso, la propria esperienza.
Si è notato che le fasi dell’elaborazione della sterilità hanno una grande somiglianza con quelle dell’elaborazione del lutto; quest’ultimo verrebbe infatti generalmente elaborato attraverso un processo che si snoda nelle seguenti cinque fasi: rifiuto e isolamento, la collera, venire a patti, la depressione, l’accettazione.
Molte persone parlano del senso di privazione come di qualcosa di difficile da accettare perché ci si sente privati di qualcosa che non esiste. Poiché quel senso di lutto che si prova, è per qualcosa di fisicamente o socialmente intangibile. Ma comunque presente e da affrontare.
Inoltre, può accadere che i vissuti della coppia, diversi per uomo e donna, possano causare una crisi della coppia stessa. E’ fondamentale, invece, che questa esperienza venga vissuta ed elaborata da entrambi i partner perché in questo modo l’uno diventa la stampella dell’altra e viceversa. In questa fase così delicata, sarebbe utile che la coppia si rimetta in gioco, allo scopo di trovare un equilibrio più stabile e benefico.
Per far ciò può essere molto utile una terapia psicologica che permetterebbe l’elaborazione delle emozioni legate alla sterilità e un riesame obiettivo della situazione che si sta vivendo, favorendo un’accettazione il più possibile serena della propria vita.
Ma nonostante la difficoltà del momento, questo percorso darà alla coppia la possibilità di affrontare questo complesso periodo della ricerca in maniera consapevole e di prepararsi al meglio al diventare genitori.
Buona ricerca a tutti!”

BIBLIOGRAFIA
La cura dell’infertilità, di Osvaldo Sponzilli, Randine Lewis – ed. Mediterranee
Ministero della salute

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