Parto in arrivo appunti vi viaggio per donne in camicia da notte anche di giorno

La collega Allegra Fisogni, psicologa e psicoterapeuta, ci racconta di questo interessante libro scritto da Sara Roveraro, Maria Caterina Cattaneo, Valentina Chiorino, Roberta Salerno, Elena Macchi e Giorgia Bertolucci. edito da Red.

“Un libro realizzato da un’e’quipe  della clinica Mangiagalli di Milano, nato dall’esperienza clinica delle autrici, che parla di psicologia ma senza tecnicismi e che racconta alle donne che cosa aspettarsi nel periodo immediatamente successivo al parto.
Riflessioni, suggestioni, suggerimenti che non intendono patologizzare ma rafforzare, sostenere e proteggere l’incontro tra madre e figlio che avviene nel reparto ospedaliero, primo contesto in cui si gioca la relazione con il bambino e in cui le donne cominciano a misurarsi (o meglio prendere le misure) con il ruolo che, da adesso in poi per tutta la loro vita, ricopriranno, quello di madri.
Il reparto è una terra di mezzo, tra il parto e il ritorno a casa in cui ti ritroverai a svestirti di alcune certezze per indossare nuovi panni, e potrebbe capitare di non sentirti immediatamente a tuo agio con la sensazione di essere nella terra di nessuno, un non luogo che improvvisamente devi abitare e non sai come. Un periodo breve ma intenso ricco di prime volte: il primo abbraccio al bambino, il primo scambio di sguardi, il primo cambio di pannolino, la prima notte insonne.
Un momento importante spesso sottovalutato in cui le donne provano i primi attimi di sconforto, di gioia, di tristezza, di ansia perché la maternità è colorata da diverse sfumature emozionali. Si giocano i temi iniziali della maternità che continueranno a riproporsi per tutta la vita: la ricerca di sintonizzazione, la pazienza di attendere e adattarsi, la paura di sbagliare, il peso della responsabilità, l’entusiasmo per ogni scoperta. Aspetti questo bambino in gravidanza, aspetterai che cresca in peso e in altezza, lo accoglierai a braccia aperte quando comincerà a camminare e poi ti ritroverai ad aspettarlo a braccia aperte fuori da una discoteca, pensando a quale sarà la giusta distanza tra la tua preoccupazione di madre e il suo gusto per l’avventura.
L’ingresso nel reparto di maternità contiene in un certo senso un aspetto paradossale: entri in ospedale, ti svesti, hai il camice verde delle operazioni e poi indossi la camicia da notte. Lo status del malato. Eppure la gravidanza, il parto e il post parto non sono espressioni di patologia.
Le autrici di questo saggio esortano le neo mamme ad abitare il reparto dando alcuni suggerimenti. Alzarsi in piedi aiuta a riconquistare il senso dell’orientamento corporeo nello spazio, dopo la centrifuga emotiva cui sei sottoposta: la posizione eretta ti aiuta a ricompattare corpo e mente. Utilizzare i servizi offerti: il nido come luogo di incontro di figure professionali, come luogo di confronto con altre madri, osservando come si fa in modo curioso. Il personale va usato, chiedendo tutto quello che non si sa e non si è capito o crea dubbi. Parola d’ordine: autorizzati a non sapere cose che ancora non puoi sapere senza imbarazzarti. Il famoso istinto materno non esiste. Non è qualcosa che hai o che non hai, non è neppure qualcosa che ha a che fare istruzioni per l’uso. Ma è una spinta emozionale a provarci, sperimentando attraverso prove ed errori, il ‘prendersi cura’. Quindi ‘fare per imparare’. Agisci ricordandoti che il tuo bisogno di capire ‘come si fa’ è lecito e prioritario, insieme al bisogno di ricevere risposte gentili e non sbrigative che ti permettono di focalizzarti sul tuo bambino e sulla sua cura.
L’intento del libro è quello di dare alle donne gli strumenti necessari per capire che ogni sentimento è lecito, poiché durante la gravidanza e ancor più quando si diventa genitori tutti i nodi lasciati in sospeso a livello psicologico e relazionale vengono al pettine, si ingigantiscono (nel bene o nel male) e spesso le donne si sentono sopraffatte
Una lettura adatta non solo per le donne ma anche per i loro compagni, per comprendere come e dove ‘posizionarsi’ dopo la nascita del figlio in questo nuovo equilibrio famigliare. Utile anche per chi si prende cura della salute della donna in gravidanza e nel post partum: medici, ostetriche, infermieri, puericultrici, psicologi.”

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