ayurveda DINACHARYA

IL DINACHARYA: LA ROUTINE QUOTIDIANA SECONDO L’ĀYURVEDA

Il Dinacharya è un rituale quotidiano per il mantenimento della salute e dell’equilibrio psicofisico secondo la medicina Ayurvedica. Ma cosa si intende? Ce lo spiega la Dott.ssa Emanuela Ferrari, Medico Ayurvedico.


Il termine Dinacharya in Āyurveda indica la routine quotidiana da avere mantenerci in salute e in equilibrio. La parola Dinacharya è composta da due parole: “dina” che vuol dire giorno e “carya” che significa comportamento; quindi, Dinacharya è il comportamento ideale da tenere durante il giorno per mantenere uno stato di benessere.

Nei testi classici di Āyurveda Caraka, Suśruta e Vāgbhaṭa parlano di Dinacharya. L’Āyurveda ci consiglia di vivere in armonia con l’energia della natura che ci circonda, con l’energia solare, quindi anche le regole del Dinacharya seguiranno i ritmi della natura.

RISVEGLIO

Idealmente il risveglio dovrebbe avvenire tra le 3 e le 6 del mattino, secondo l’Āyurveda le ore adatte per ottenere il massimo dall’energia della giornata nascente. Appena svegli dovremmo rimanere qualche momento a letto per prendere consapevolezza di come ci sentiamo, ringraziare per la nuova giornata e iniziare con consapevolezza tutte le attività quotidiane.

  • Espletare le funzioni corporali.
  • Pulirsi denti e lingua, trattenere in bocca un olio (sesamo o cocco) per almeno 5 minuti (10 ancora meglio) per nutrire il cavo orale e poi sputarlo.
  • Lo Yoga poi prevede anche la pulizia delle narici con Jāla Neti e il successivo massaggio all’interno delle narici di un olio (olio di sesamo o Anu Taila, uno specifico olio erbalizzato ayurvedico per le narici).
  • Si passa quindi all’oleazione di testa e collo con olio di sesamo o un olio erbalizzato specifico per la nostra costituzione o il nostro squilibrio del momento.
  • A questo punto possiamo fare bagno o doccia con acqua calda per eliminare l’olio in eccesso (sulla testa meglio acqua non troppo calda.
  • Si passa poi a fare un po’ di esercizio fisico, ideale può essere una pratica Yoga associata a tecniche di respirazione e meditazione.
  • Bere un bicchiere di acqua e tiepida e procedere con la consueta colazione.

PRANZO

L’ora ideale per il pranzo sarebbe tra le 12 e le 14, ore in cui Pitta (potere digestivo) è massimo. È estremamente importante mangiare con consapevolezza, attenzione a quello che stiamo facendo in un ambiente sereno senza distrazioni; mangiare guardando la televisione, ascoltando la radio, un podcast o un video su Youtube (non ho citato cose a caso ma cose che io facevo per “risparmiare tempo” e “prendere due piccioni con una fava”) non ci fa mantenere l’attenzione al cibo e rischiamo di perdere messaggi molto importanti che il nostro corpo ci manda come il senso di sazietà o di quali cibi abbiamo bisogno.

Dopo aver mangiato sarebbe opportuno fare un piccolissima attività fisica, in particolare l’Āyurveda raccomanda 100 passi (sono davvero pochi, non ci portano via molto tempo).

In generale meglio evitare di dormire dopo pranzo, anche se l’Āyurveda ammette alcune eccezioni a questa regola per anziani, bambini e persone malate. 

GIORNATA LAVORATIVA

Cercare di svolgere al meglio la propria mansione lavorativa, con presenza, consapevolezza.

FINE DELLA GIORNATA LAVORATIVA E CENA

Alla fine della giornata di lavoro sarebbe ideale dedicarsi, anche per poco tempo, ad attività che vadano a placare stress ed eventuali tensioni che si sono create (meditazione, mindfulness, prativa Yoga rilassante, respirazioni rilassanti); non servono pratiche di ore e ore, 10- minuti ma fatti bene con presenza e consapevolezza ci faranno sicuramente bene e ci aiuteranno anche a vivere la serata in famiglia con maggiore serenità senza portarci appresso le tensioni della giornata.

Una cena tra le 18.30 e le 19.30 sarebbe ideale, con cibo leggero e digeribile, magari seguita da una breve passeggiata.

RIPOSO NOTTURNO

L’ora migliore per coricarci è tra le 22 e le 22.30, è il momento della giornata in cui le funzioni corporee rallentano naturalmente; prima di andare a letto è bene evitare quelle attività che possono attivare i nostri sensi (leggere qualcosa di impegnativo, usare il cellulare o guardare la tv). Per conciliare ancora di più il sonno potremmo farci prima di andare a dormire un massaggio ai piedi con un po’ olio tiepido. Avere un buon sonno è fondamentale per un successiva giornata produttiva e un buon benessere generale.

 

Ovviamente per lo stile di vita che seguiamo qui in Occidente fare tutte queste cose per la maggior parte dei casi è un’operazione molto difficile e indaginosa (penso soprattutto alle cose da fare la mattina prima di partire con l’attività lavorativa); l’importante è iniziare a introdurre gradualmente via via la maggior parte di queste buone abitudini e magari nei giorni liberi o di vacanza provare anche a tenerle tutte.

Dalle mie parti si dice “piutost che nient, l’è mei piutost” (piuttosto che niente è meglio piuttosto), sembra un detto facilone e approssimativo ma secondo me in alcuni ambiti è molto vero; spesso con la scusa che non riusciamo a seguire tutte le regole di un determinato stile di vita le abbandoniamo completamente tutte, invece anche se riuscissimo a mantenerne anche solo alcune ne trarremmo comunque beneficio e magari arriveremmo ad introdurne sempre di più.

L’ultima cosa che mi sento di sottolineare riguardo al Dinacharya è che la cosa fondamentale che queste regole comportamentali ci insegnano è mantenere consapevolezza e presenza mentale in tutte le attività della giornata; vivere consapevolmente è secondo me basilare, fondamentale non soltanto per il nostro benessere ma anche per quello di tutto ciò che ci circonda.

 

Dott.ssa Emanuela Ferrari

Medico Ayurvedico

 


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