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	<title>Ansia e depressione &#8211; Spazio Connessioni</title>
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	<description>Studio di Psicoterapia Cognitiva e Studio Egle</description>
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	<title>Ansia e depressione &#8211; Spazio Connessioni</title>
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		<title>Cervello e intestino : come e perché sono connessi</title>
		<link>http://spazioconnessioni.it/cervello-e-intestino-come-e-perche-sono-connessi/</link>
		<pubDate>Wed, 19 Apr 2023 15:19:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sara Comerio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ansia e depressione]]></category>
		<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Psicoterapia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Cervello e intestino: come e perché sono connessi?<br />
Non a caso, l' intestino è detto anche “secondo cervello”. Volete sapere perché?</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div>
<h3>L’intestino è un organo che svolge funzioni importanti per il nostro benessere fisico, ma non solo! E&#8217; fondamentale anche per il benessere psicologico.<br />
Non a caso, l&#8217; intestino è detto anche “secondo cervello”. Volete sapere perché?</h3>
<blockquote>
<p style="text-align: center;">“<em>Fa’ che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo&#8221;<br />
</em>(cit. Ippocrate)</p>
</blockquote>
<p>Il padre della medicina, aveva compreso l’importanza dell’alimentazione in rapporto al benessere psico-fisico già ben oltre 400 anni prima della nascita di Cristo.</p>
<p>Quando si parla di benessere psicofisico infatti capita di sentir parlare di &#8220;asse intestino-cervello&#8221;, ovvero quando ci si riferisce alla stretta relazione tra questi due organi così diversi, eppure tanto strettamente correlati.</p>
<p>L’<strong>intestino</strong> è la sede del <strong>microbiota, </strong>i batteri alleati del nostro benessere, responsabili della salute intestinale, e delle nostre difese immunitarie.<br />
Quando questi batteri sono in equilibrio e in salute, il nostro intestino assorbe al meglio i principi nutritivi degli alimenti, seleziona le sostanze di scarto e le elimina nella giusta misura.</p>
<p><strong><em>Perché il nostro intestino è strettamente correlato al cervello?</em></strong></p>
<p>L’intestino è dotato di una fitta rete neuronale, che attraverso il nervo vago si collega direttamente al cervello; per questo motivo, infatti, è verosimilmente chiamato “secondo cervello”.</p>
<p>Le funzioni del nervo vago, che parte dall’intestino, sono molteplici:</p>
<ul>
<li>regolare la digestione</li>
<li>gestire la pressione sanguigna</li>
<li>controllare i battiti cardiaci</li>
<li>molto altro&#8230;</li>
</ul>
<p>Si può dire che intestino e cervello parlino la stessa lingua, comunicando attraverso gli stessi neurotrasmettitori come noradrenalina, serotonina, dopamina ed epinefrina.</p>
<p>Ma attenzione in questa asse intestino-cervello la relazione e bidirezionale, l&#8217;uno influenza l&#8217;altro.</p>
<p>Ad esempio, malesseri a livello emotivo-cerebrale come ansia e si ripercuotono sulla salute intestinale, provocando colite o stipsi.</p>
<p>Ma non solo, anche diete troppo restrittive o abitudini alimentari scorrette possono creare disequilibri dell&#8217;umore che si vanno a riperquotere sull&#8217;apparato intestinale.</p>
<p>L&#8217;alimentazione e lo stile di vita sono i principali responsabili del mantenimento dell’equilibrio della flora intestinale e di conseguenza anche della salute del sistema immunitario e del mantenimento del benessere psicologico.</p>
<p>E&#8217; chiaro quindi che tra CERVELLO INTESTINO esiste un legame indissolubile e risulta quindi fondamentale prenderci cura del nostro intestino e del nostro benessere psicologico partendo dal seguire una dieta sana e bilanciata, oltre che prevedendo delle pratiche anti stress come yoga, meditazione, tecniche di respirazione, &#8230;</p>
</div>
<hr />
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Contattaci al 344.1687150 o scrivici a  <a href="mailto:info@spazioconnessioni.it">info@spazioconnessioni.it</a></h4>
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]]></content:encoded>
			</item>
		<item>
		<title>I neurotrasmettitori della felicità : tutti vogliamo essere felici</title>
		<link>http://spazioconnessioni.it/i-neurotrasmettitori-della-felicita-tutti-vogliamo-essere-felici/</link>
		<pubDate>Thu, 16 Mar 2023 10:37:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sara Comerio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ansia e depressione]]></category>
		<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Psicoterapia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://spazioconnessioni.it/ma-di-cosa-soffri-davvero-interpretazione-dei-sintomi-psicosomatici-copy/</guid>
		<description><![CDATA[<p>Il nostro cervello influenza profondamente il nostro umore attraverso i neurotrasmettitori della felicità come dopamina, serotonina, ossitocina, endorfine, adrenalina e gaba che aiutano a sentirci più felici e sereni.</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3>Il nostro cervello influenza profondamente il nostro umore attraverso delle sostanze chimiche ( i neurotrasmettitori) come dopamina, serotonina, ossitocina, endorfine, adrenalina e gaba che aiutano a sentirci più felici e sereni.</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Proviamo a conoscere meglio i neurotrasmettitori:</h4>
<p><strong>Dopamina</strong></p>
<p>È legata soprattutto alla sensazione di piacere e di soddisfazione: un livello basso di dopamina può farci sentire demotivati e ci porta a rimandare le cose. Quando ci poniamo obiettivi e quando riusciamo a raggiungere i nostri traguardi il livello di dopamina sale.<br />
Il consiglio è di creare giorno dopo giorno degli obiettivi, anche semplici, e questo ci aiuterà a sentirci gratificati e più felici.</p>
<p><strong>Serotonina</strong></p>
<p>E&#8217; una sostanza che viene stimolata dai farmaci utilizzati nella cura della depressione.<br />
Buoni livelli di serotonina aiutano a farci sentire importanti, mentre un livello basso di serotonina ci fa sentire soli e depressi.<br />
Ma non è tutto: nel nostro organismo il maggior produttore di serotonina è l&#8217;intestino, definito anche secondo cervello, e spesso disturbi come ansia e depressione sono legati ad esso.<br />
Come aumentare la serotonina? Possiamo cercare di ricordare dei momenti felici e parlarne a qualcuno oppure possiamo immaginare eventi futuri piacevoli. Un po&#8217; di sole e attività fisica (meglio all&#8217;aperto) può contribuire alla nostra felicità.</p>
<p><strong>Ossitocina</strong></p>
<p>È il neurotrasmettitore dei legami sentimentali e che viene prodotto, ad esempio, in momenti molto speciali come durante il parto e l&#8217;allattamento. È responsabile della costruzione dei legami e della fiducia. Un modo per aumentarne il livello? Dare e ricevere abbracci ma anche, per esempio, fare o ricevere un regalo.</p>
<p><strong>Endorfine</strong></p>
<p>Ci fanno percepire il dolore fisico e agiscono come una sorta di analgesico. E un neurotrasmettitore che viene prodotto soprattutto quando si fa esercizio fisico, quando si canta, si balla o si ride. Aumentare i livelli di endorfine ci fa sentire quindi più felici.</p>
<p><strong>Gaba</strong></p>
<p>Questo neurotrasmettitore meno conosciuto ci aiuta a ridurre l&#8217;attività neuronale e a sentirci meno stressati e a ridurre l&#8217;ansia. Come stimolare questa sostanza? La meditazione che ci permette di sentirci più tranquilli e sereni è il metodo più facile.</p>
<p><strong>Adrenalina</strong></p>
<p>Ci permette di utilizzare la nostra energia e di sentirci meno stanchi. Questo neurotrasmettitore ci aiuta a dare il massimo nei momenti nei momenti di stress, sia fisico che mentale. Per liberare l&#8217;adrenalina cercate di uscire dalla vostra zona di comfort e di fare attività nuove ed emozionanti.</p>
<h3><strong><em>Come POTENZIARE i neurotrasmettitori della felicità?</em></strong></h3>
<p>Quando ti senti felice, tutto il mondo sembra girare meglio.<br />
Diciamo &#8221; sembra&#8221; perché in realtà il mondo è sempre lo stesso ma è cambiata la tua percezione di esso e stai semplicemente assaporando gli effetti del mix dei composti chimici di cui abbiamo appena parlato.</p>
<p>La felicità è solo uno stato mentale e le neuroscienze confermano che possiamo allenarci alla felicità.<br />
Come?<br />
Lavorando sulle attività cerebrali, ovvero pensieri, emozioni, sentimenti, apprendimento, amore…</p>
<h3><strong><em>Come AUMENTARE i neurotrasmettitori della felicità?</em></strong></h3>
<p><strong>LUCE LUCE LUCE !</strong><br />
Spalancare le finestre di casa , uscire a passeggiare all&#8217;aria aperta,<br />
La fototerapia è uno dei principali trattamenti per il «disturbo affettivo stagionale» (SAD), cioè quel malessere che si manifesta tipicamente tra fine autunno e in pieno inverno, innescato da un calo dei livelli di serotonina e di luminosità!</p>
<p><strong>ESERCIZIO FISICO !</strong><br />
Questa attività migliora la produzione della maggior parte dei neutrotrasmettitori della felicità e proprio per questo è stata presa in considerazione come trattamento per la depressione in quanto riesce a modificare la struttura del cervello.</p>
<p><strong>ESPERIENZE TATTILI !</strong><br />
Elargire abbracci, massaggi, lasciare spazio alle coccole. Tutte le attività che prevedono un contatto interpersonale, migliorano la produzione di ossitocina.</p>
<p><strong>COLTIVA RELAZIONI INTERPERSONALI APPAGANTI !</strong><br />
Tutti i neurotrasmettitori della felicità possono essere prodotti quando si coltivano legami basati sulla fiducia e l’appagamento reciproco. Circondati di persone solari, propositivi e fiduciose.</p>
<p><strong>ASCOLTARE MUSICA E CANTARE!</strong><br />
Ecco due attività utilissime. Al contempo abbassano i livelli di cortisolo e aumentano i livelli dei neurotrasmettitori della felicità.</p>
<p><strong>RIDERE!</strong><br />
Quando ridi produci endorfine, serotonina e dopamina. A volte basta un film divertente per cambiare uno stato d&#8217;animo nel profondo.</p>
<p><strong><em>COSA DIRE DELL</em></strong>’<strong><em>ALIMENTAZIONE?</em></strong></p>
<p>A differenza delle attività esposte in precedenza che hanno effetti diretti, la dieta ha un effetto indiretto e non sempre efficace. Gli effetti di integratori o una dieta atta a incrementare i livelli di determinati amminoacidi, non necessariamente si tradurrà in una maggiore produzione dei neurotrasmettitori della felicità.</p>
<hr />
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		<title>Ma di cosa soffri davvero? Interpretazione dei sintomi psicosomatici</title>
		<link>http://spazioconnessioni.it/ma-di-cosa-soffri-davvero-interpretazione-dei-sintomi-psicosomatici/</link>
		<pubDate>Thu, 16 Feb 2023 13:45:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sara Comerio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ansia e depressione]]></category>
		<category><![CDATA[Psicoterapia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>I malesseri più comuni alle volte sono il modo con cui il nostro corpo cerca di parlarci. Cerchiamo di capire meglio come tradurre i sintomi psicosomatici .</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3>I malesseri più comuni alle volte rappresentano il modo con cui il nostro corpo cerca di parlarci. Cerchiamo di capire meglio come possiamo tradurre i sintomi psicosomatici.</h3>
<p>Se ci fermiamo a pensare come la sofferenza fisica dovuta a una malattia generi una sorta di dolore mentale, provocando turbamento, preoccupazione, a volte anche paura, allora diventa possibile immaginare che possa avvenire anche il contrario.<br />
Una forte emozione, prevalentemente negativa, si può ripercuotere sul corpo, facendoci percepire un reale dolore fisico. Questa manifestazione di dolore si chiama somatizzazione o sintomo psicosomatico.</p>
<p>Esaminiamo, brevemente i sintomi psicosomatici maggiormente diffusi cercando di capire qual è il messaggio nascosto dietro a ciascuno.</p>
<p><strong>Apparato muscolo scheletrico<br />
</strong>Spesso vengono provati da persone molto esigenti da sé stesse, persone che provano difficoltà nel sentirsi all&#8217;altezza di figure particolarmente autoritarie.  Questo stress psichico si traduce in una sorta di collera e di ribellione soffocate nella mente e manifestate all&#8217;esterno attraverso questa forma di dolore fisico.<strong><br />
</strong><em>Mal di schiena</em><strong><br />
</strong>Chi sta attraversando un periodo di disagio emotivo o affettivo è spesso caratterizzato da una postura &#8220;ricurva&#8221; su sé stessa, quasi quella persona si sentisse umiliata dalla situazione che gli genera malessere e ne fosse piegato fino quasi a spezzarsi a causa del grande peso che deve sostenere. <strong><br />
</strong><em>Cervicale</em><br />
Essere eccessivamente riflessivi porta a dare sempre meno spazio alle emozioni espresse. L&#8217;esasperata incapacità di lasciarsi andare, affiancata dal desiderio di razionalizzare la realtà può portare a somatizzare questo malessere attraverso contratture dolori cervicali.</p>
<p><strong>Apparato respiratorio</strong><strong><br />
</strong>Polmoni, bronchi e tutto l&#8217;apparato respiratorio somatizzano tutto ciò che riguarda lo scambio tra ciò che abbiamo dentro e ciò che esiste all&#8217;esterno. Questo scambio, quando viene percepito come non equilibrato, ad esempio quando ci si sente oppressi o privati del giusto spazio o autonomia, può generare una sorta di &#8220;fame d&#8217;aria&#8221; con conseguenti disagi nella respirazione.</p>
<p><strong>Apparato cardiocircolatorio</strong><br />
L&#8217;ansia, unita a un&#8217;errata gestione delle reazioni fisiologiche ad essa collegate, può portare a sintomi come aritmia, ipertensione, tachicardia, senso di svenimento.</p>
<p>Quando si percepisce un peso sul cuore, possiamo spesso ricondurlo a tutti gli sforzi che facciamo per riuscire a vivere e ad essere felici. Le emozioni, infatti, hanno sempre un forte impatto sul cuore: sicuramente in positivo (generando ad esempio il batticuore legato all&#8217;innamoramento) ma purtroppo anche in negativo , quando ci si sente oppressi da forti preoccupazioni o disagi emotivi.</p>
<p><strong>Apparato gastrointestinale</strong><br />
Quando la mente si ritrova satura di &#8220;emozioni indigeste&#8221; possiamo incorrere in sintomi come nausea, meteorismo, vomito, diarrea, colite, ulcera, gastrite.<br />
Gli organi coinvolti sono molto sensibili alle emozioni collegate alla collera, al senso di ingiustizia o di preoccupazione e soprattutto al nervosismo , all&#8217;ansia e allo stress.</p>
<p><strong>Apparato neuromuscolare<br />
</strong>Spesso un eccessivo orgoglio, perfezionismo, razionalità portano a somatizzare il disagio generato attraverso il mal di testa.<br />
Cefalea o emicrania, formicolii, rigidità, crampi, debolezza, tremori o vertigini sono sintomi di un sovraccarico , ovvero un disequilibrio nella distribuzione dei carichi emotivi.</p>
<p><strong>Apparato urogenitale</strong><strong><br />
</strong>Senso di eccessiva pressione, frustrazione, delusione e collera possono manifestarsi con cistiti, irregolarità mestruali nella donna e disfunzioni erettili nell&#8217;uomo.</p>
<p><strong>Pelle<br />
</strong>Una situazione invivibile e insopportabile molto spesso può provocare sintomi come l&#8217;orticaria, somatizzando il fatto che non si riesce ad uscire da una situazione di disagio.<br />
L&#8217;eczema invece può essere riconducibile alla paura, all’insicurezza, all’ansia e all’incertezza.<br />
L’emotività in generale è sicuramente collegabile anche ad altre malattie della pelle, essendo associata alla ipersensibilità, una caratteristica comune alla parte fisica interessata in questi casi.</p>
<p>Bisogna comunque chiarire che la varietà dei modelli interpretativi consente solo in modo approssimativo di elencare e classificare le malattie e i disturbi psicosomatici.<br />
E&#8217; tuttavia fondamentale tenere conto che per il trattamento dei disturbi psicosomatici è necessario <strong>prima di tutto </strong>escludere qualsiasi causa di natura organica.</p>
<p><strong>Basta far emergere le emozioni inespresse per guarire dai sintomi?</strong></p>
<p>Le malattie somatiche sono quelle che più strettamente rappresentano l&#8217;espressione diretta del disagio psichico attraverso il corpo.<br />
In queste malattie l’ansia, la sofferenza, le emozioni troppo dolorose per poter essere vissute, trovano sfogo immediato nel disturbo manifestato.</p>
<p>In genere, le persone maggiormente predisposte a somatizzare un malessere hanno difficoltà a far venire alla luce qualsiasi emozione negativa. Di conseguenza una persona incapace di accedere al suo mondo emotivo potrebbe non percepire mai la concretezza del malessere generato dalle sue emozioni e quindi non arrivare a percepire nemmeno la necessità di trovare una soluzione che non sia legata alla fisicità del sintomo.</p>
<p>È fondamentale avere cura del proprio corpo nella sua interezza (fisica e mentale) e un percorso di terapia può aiutare ad alleggerire il carico delle preoccupazioni che spesso provocano sintomi psicosomatici che posso influire in modo significativo nella vita affettiva sociale e lavorativa delle persone.</p>
<hr />
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		<title>Agopuntura e attacchi di panico</title>
		<link>http://spazioconnessioni.it/agopuntura-e-attacchi-di-panico/</link>
		<pubDate>Thu, 21 Jul 2022 07:49:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sara Comerio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Agopuntura]]></category>
		<category><![CDATA[Ansia e depressione]]></category>
		<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Psicoterapia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://spazioconnessioni.it/la-flash-technique-un-aiuto-superare-un-trauma-copy/</guid>
		<description><![CDATA[<p>La Dott.ssa Erica Cassani, Medico Specialista e Diplomata in Agopuntura, parla del contributo benefico dell’ Agopuntura per attacchi di panico e gli stati di ansia acuti e cronici .</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h4>In questo articolo, con l&#8217;aiuto della Dott.ssa Erica Cassani, Medico Specialista e Diplomata in Agopuntura, cerchiamo di fare un po&#8217; di chiarezza sul contributo benefico dell&#8217;Agopuntura per stati di ansia acuti e cronici e attacchi di panico.</h4>
<hr />
<p>L’<strong>agopuntura</strong> può essere usato, in <strong>associazione alla psicoterapia</strong>, come coadiuvante nel trattamento degli stati di <strong>ansia</strong>, anche associati a veri e propri <strong>attacchi di panico</strong>, non come intervento isolato ma affiancando questa tecnica al percorso di terapia psicologica.</p>
<p>Nella fisiologia cinese le <strong>emozioni</strong> della paura sono legati al rene, alla loggia dell’acqua quindi, mentre l’ansietà è più legata alla loggia del cuore, il cosiddetto Shen.<br />
Quando lo SHEN è agitato si può provare la sensazione di ansietà mentre quando la sensazione di fobia è più radicata e profonda può essere coinvolta la loggia dell’acqua.</p>
<p>Esiste proprio un asse detta asse cuore-reni, che unisce la loggia del fuoco con quella dell’acqua e lavorando su quest’asse per riequilibrarlo, si può intervenire sul disturbo.</p>
<p>Inoltre esistono dei punti particolari fuori meridiano che possono essere usati in questi casi.<br />
Ad esempio c&#8217;è lo YIN TANG che è un puntino situato in mezzo alle sopracciglia, dove si colloca l’occhio spirituale.</p>
<p>Secondo i chakra su questo punto si può lavorare anche con un lieve massaggio per cercare di rilassarsi (è una tecnica che può essere provata a casa, in autonomia).</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>CONTRIBUTO DELLA TERAPIA PSICOLOGICA CON EMDR</h4>
<p>L’Attacco di Panico fa parte dei disturbi d’ansia e ha come caratteristica principale l’intensa paura di perdere il controllo e di morire.</p>
<p>Soffrire di attacchi di panico è un&#8217;esperienza terribile perché la mente reagisce come se si trovasse davanti a un pericolo molto grave e imminente. Chi ne soffre (o ne ha sofferto) tenderà a evitare tutte le situazioni che potrebbero scatenare nuovamente un attacco di panico, limitando però così le proprie esperienze di vita. Fondamentale è sapere che questi attacchi sono spesso una conseguenza di un evento traumatico che va indagato se vogliono essere risolti.</p>
<p>Il modo ottimale per arrivare ad affrontare le cause che hanno portato ad avere gli attacchi di panico è un buon percorso psicoterapico</p>
<p><strong>Guarire con l’EMDR</strong></p>
<p>L’EMDR è una tecnica psicoterapica specifica per rielaborare definitivamente i ricordi traumatici o stressanti.</p>
<p>Con l&#8217;EMDR è possibile desensibilizzare la causa scatenante, potenziando le risorse interne per affrontare al meglio le situazioni che potrebbero generare un attacco di panico.</p>
<p>EMDR va applicato in questo caso abbinando un lavoro che dia in significato a quell’ansia così intensa e che permetta alla persona di sentirsi nuovamente sicura dentro di sé, meno vulnerabile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<h4>Vuoi saperne di più?<br />
Contattaci al 344.1687150 o scrivici a  <a href="mailto:info@spazioconnessioni.it">info@spazioconnessioni.it</a></h4>
<hr />
<h6><strong>Per qualsiasi informazione vi invito a contattare il centro ‘spazio connessioni’ al numero: 3441687150</strong></h6>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
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]]></content:encoded>
			</item>
		<item>
		<title>La Flash Technique : un aiuto per riequilibrare gli eventi traumatici</title>
		<link>http://spazioconnessioni.it/la-flash-technique-un-aiuto-superare-un-trauma/</link>
		<pubDate>Thu, 14 Jul 2022 08:03:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sara Comerio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ansia e depressione]]></category>
		<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Post-Traumatico]]></category>
		<category><![CDATA[Psicoterapia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://spazioconnessioni.it/dieta-o-regime-alimentare-equilibrato-copy/</guid>
		<description><![CDATA[<p>Superare un trauma : con la flash technique si interviene senza doversi concentrare subito sull’evento in questione e sulle emozioni negative collegate.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://spazioconnessioni.it/la-flash-technique-un-aiuto-superare-un-trauma/">La Flash Technique : un aiuto per riequilibrare gli eventi traumatici</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://spazioconnessioni.it">Spazio Connessioni</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h4>Per alcuni pazienti che hanno subito un trauma importante è molto difficile pensare all’evento traumatico senza esserne ogni volta travolti. Con questa tecnica si intervieneper superare un trauma senza doversi concentrare subito sull’evento in questione e sulle emozioni negative ad esso collegate.</h4>
<hr />
<blockquote>
<p style="text-align: center;"><em>“Tutto comincia da un</em>’<em>interruzione”</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>( cit. Paul Valery)</em></p>
</blockquote>
<p>La <strong>Flash Technique</strong> è una tecnica che offre la possibilità di <strong>elaborare dei ricordi</strong> anche molto disturbanti riducendo l’intensità emotiva ad essi connessa, <strong>senza ripercorrere l’esperienza dolorosa</strong> in tutti i suoi aspetti più dolenti e difficili.</p>
<p>Può essere utilizzata con qualsiasi persona senza distinzione di età e permette un trattamento rapido ed efficace. E&#8217; molto utile per chi soffre di varie forme di disturbo d’ansia, per chi convive con un disturbo ossessivo compulsivo, con forme lievi e gravi di dissociazione, per le persone che stanno vivendo un lutto o una qualsiasi esperienza disturbante e per superare molte altre situazioni.</p>
<p><em><strong>Perché scegliere di lavorare con il terapeuta professionista e formato in modo specifico sulla Flash Technique?</strong> </em></p>
<ul>
<li>Perché richiede alla persona in terapia un contatto breve e minimo con i contenuti legati all’esperienza traumatica</li>
<li>Perché permette alla persona di rielaborare un’esperienza dolorosa e disturbante senza aggiungere ulteriore stress emotivo</li>
<li>Perché permette alla persona di avere in tempi rapidi una nuova visione e prospettiva del proprio vissuto &#8220;doloroso&#8221;, con una prospettiva più “adulta” e consapevole</li>
<li>Perché permette di lavorare anche con chi fatica ad accedere all’esperienza emotiva connessa all’evento disturbante</li>
<li>Perché oggettivamente può essere più veloce di altre strade di lavoro sul trauma</li>
<li>Perché la persona può avere più risorse in un tempo minore</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questi elencati sopra sono solo alcuni degli aspetti per cui l’utilizzo della Flash Technique sembra essere molto promettente nell&#8217;ambito delle tecniche efficaci per la rielaborazione del trauma.</p>
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Contattaci al 344.1687150 o scrivici a  <a href="mailto:info@spazioconnessioni.it">info@spazioconnessioni.it</a></h4>
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			</item>
		<item>
		<title>Attacchi di panico e adolescenti: consigli per capirli e aiutarli ai tempi del Covid</title>
		<link>http://spazioconnessioni.it/attacchi-panico-adolescenti/</link>
		<pubDate>Wed, 27 Jan 2021 15:06:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sara Comerio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ansia e depressione]]></category>
		<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Psicoterapia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Attacchi di panico negli adolescenti: come riconoscerli? Come affrontarli? Mai sottovalutare gli attacchi di panico nei giovani, contattaci al numero 3441687150</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Un articolo pubblicato qualche giorno fa su un quotidiano nazionale* riportava un incremento del +10% degli attacchi di panico nei ragazzi e adolescenti durante questo momento di pandemia.</p>
<p>Moltissime famiglie si trovano ad affrontare le difficoltà legate ai problemi degli adolescenti costretti all&#8217;isolamento. I dati riportati mostravano un crescente bisogno di rivolgersi a psicologi e pediatri per aiutare gli adolescenti ad affrontare ansia e attacchi di panico.</p>
<p>L&#8217;attacco di panico è la manifestazione di un disagio molto più profondo, ma cerchiamo di capire meglio questo argomento cosi importante e attuale per tante famiglie.</p>
<p>Si definisce attacco di panico l’improvvisa comparsa di emozioni intense come ansia, paura e disagio, accompagnate da sintomi somatici e/o cognitivi.</p>
<p>L&#8217;attacco di panico si manifesta più di frequente durante periodi della vita percepiti come particolarmente stressanti, soprattutto nei ragazzi. Questi eventi infatti possono fungere da fattore scatenante la crisi, in quanto provenienti da situazioni inaspettate che vanno a rompere l’equilibrio che in questo specifico momento sta venendo a mancare in tutti gli ambiti della vita di un adolescente (e non solo).</p>
<h4>Attacco di panico negli adolescenti: come riconoscerlo?</h4>
<p>Generalmente si può considerare un &#8220;attacco di panico&#8221; quando si presentano 4 o più sintomi tra quelli elencati:</p>
<ul>
<li>Dispnea o sensazione di soffocamento</li>
<li>Sensazione di asfissia e difficoltà a respirare</li>
<li>Dolore o fastidio al petto</li>
<li>Palpitazioni, cardiopalmo o tachicardia</li>
<li>Sudorazione</li>
<li>Tremori</li>
<li>Nausea o disturbi addominali</li>
<li>Sensazione di vertigine, instabilità o svenimento</li>
<li>Paura di perdere il controllo o di “impazzire”</li>
<li>Paura di morire</li>
<li>Brividi o vampate di calore</li>
<li>Sensazioni di torpore o formicolio</li>
<li>Derealizzazione (sensazione di sentirsi al di fuori la realtà) o depersonalizzazione (estraneità e sensazione di non sentirsi più se stessi).</li>
</ul>
<h4>Come si può gestire l&#8217;attacco di panico?</h4>
<p>Gestire un attacco di panico quando si sta per manifestare non è facile, ma può essere utile seguire questi consigli per ritrovare la calma:</p>
<ul>
<li>Cercare una zona tranquilla, dove ci si possa sentire comodi e a proprio agio</li>
<li>Focalizzarsi sul respiro, cercare di percepire il respiro e calmarlo, inspirando ed espirando in maniera controllata</li>
<li>Cercare di distendere i muscoli: allungarli e camminare lentamente.</li>
<li>Concentrarsi su un pensiero alla volta, affrontando solo la situazione del qui e ora</li>
</ul>
<p>Per gli adolescenti l&#8217;isolamento, la DAD (formazione a distanza), la paura intrinseca legata al concetto di pandemia e covid sono tutti elementi di forte stress. La conseguenza è un disagio profondo che rende i giovani ancora più fragili e spesso senza strumenti adeguati per combatterlo.</p>
<p>Il supporto di uno psicologo e della psicoterapia posso essere di grande aiuto all&#8217;adolescente ma anche ai suoi famigliari. L&#8217;obiettivo è fornire un metodo per affrontare situazioni difficili ,come quella attuale, e superarle gradualmente.</p>
<h4>Mai sottovalutare gli attacchi di panico nei giovani</h4>
<p><em>L</em>’<em>attacco di panico è un</em>’<em>esperienza emotivamente molto intensa, che riguarda il confronto con una paura cieca, senza vie d</em>’<em>uscita, che mette a dura prova l</em>’<em>equilibrio e che può diventare estremamente limitante, riducendo drasticamente il livello di benessere di chi ne soffre.<br />
Quanto può essere difficile per un adolescente affrontare da solo un attacco di panico e il carico di angoscia che lo accompagna?<br />
Quanto è importante farlo sentire compreso e accompagnato in un percorso rivolto a un nuovo equilibrio?</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*https://firenze.repubblica.it/cronaca/2021/01/14/news/covid_com_e_dura_la_pandemia_per_i_ragazzi_10_attacchi_di_panico-282433653/</p>
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<h6><strong>Per qualsiasi informazione vi invito a contattare il centro ‘spazio connessioni’ al numero: 3441687150</strong></h6>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>Psicoterapia, Ansia e depressione</title>
		<link>http://spazioconnessioni.it/psicoterapia-ansia-e-depressione/</link>
		<comments>http://spazioconnessioni.it/psicoterapia-ansia-e-depressione/#respond</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Apr 2019 14:57:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Spazio Connessioni]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ansia e depressione]]></category>
		<category><![CDATA[Psicoterapia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Consulenza e trattamento disturbi di ansia La ricerca scientifica ha ampiamente documentato l’efficacia della terapia cognitivo-comportamentale per i disturbi d’ansia. L’efficacia varia tra il 65% e l’85% dei casi rispetto al disturbo da attacchi di panico, a seconda della gravità dell’agorafobia. I miglioramenti conseguenti all’intervento, nella maggior parte dei casi, vengono mantenuti a lungo termine, [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h1><b>Consulenza e trattamento disturbi di ansia</b></h1>
<p><span style="font-weight: 400;">La ricerca scientifica ha ampiamente documentato l’efficacia della terapia cognitivo-comportamentale per i disturbi d’ansia. L’efficacia varia tra il 65% e l’85% dei casi rispetto al disturbo da attacchi di panico, a seconda della gravità dell’agorafobia. I miglioramenti conseguenti all’intervento, nella maggior parte dei casi, vengono mantenuti a lungo termine, differentemente a quanto accade invece con le terapie farmacologiche. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’obiettivo di questa tipologia di intervento è molteplice. Da un lato cerca di inquadrare il problema della persona in base al suo contesto di vita favorendo l’accettazione del disturbo, riconoscendo la funzione di segnale rispetto ad un funzionamento personale non più vantaggioso e che se modificato può permettere di trovare un equilibrio più funzionale. Questo processo passa attraverso la consapevolezza delle proprie modalità di funzionamento e di reazione rispetto alle situazioni di vita stressanti. Una volta acquisite queste competenze l’obiettivo diventa quello di apprendere abilità volte a fronteggiare l’ansia e a sviluppare la capacità di risolvere problemi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I programmi di trattamento strutturati su questi presupposti sono stati pensati per i disturbi da attacchi di panico, per l’ansia generalizzata, per la fobia sociale, per le fobie specifiche. Prevedono incontri programmati all’interno dei quali, insieme al terapeuta, si possono acquisire informazioni sul disturbo e imparare alcune tecniche di gestione dei sintomi. Queste tecniche verranno poi messe in pratica nella vita quotidiana dalla persona per poterne acquisire una maggiore padronanza. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le fasi dell’intervento prevedono: </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">(a) Una prima parte più educativa sulla natura dell’ansia e del panico, si cerca si correggere delle false credenze in merito al disturbo e sulle loro cause principali. Ciò si rende possibile attraverso la spiegazione della natura e delle conseguenze dell’ansia e dei meccanismi sia fisici che psicologici coinvolti. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">(b) Una parte centrale definita comportamentale finalizzata all’apprendimento di tecniche di stabilizzazione e di autocontrollo dei sintomi dell’ansia. Vengono insegnate diverse tecniche per la regolazione dell’iperarousal. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">(c) Una terza parte che riguarda la narrativa della persona e la comprensione del senso del sintomo nella storia della persona. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Gli incontri si svolgono con cadenza settimanale della durata di un’ora circa per un periodo tra i 2 ed i 6 mesi.</span></p>
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