Genitorialità consapevole: Cosa vuol dire essere genitori consapevoli?

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Genitorialità consapevole: Cosa vuol dire essere genitori consapevoli?

Il bisogno di genitorialità consapevole caratterizza le famiglie del nostro tempo: paure, ansie, preoccupazioni, bisogno di risposte nella convinzione di poter essere pronti, di poter controllare tutto ciò che appartiene alla funzione genitoriale.

Tutti siamo sempre più consapevoli che in una società caratterizzata da una richiesta continua di cambiamento, essere genitori è un mestiere veramente difficile. Educare il proprio figlio vuol dire non solo essere disponibili e pronti a cambiare il proprio stile di vita con le nuove esigenze, ma anche mettere in discussione il rapporto con il partner e la propria realizzazione professionale.

Un bambino viziato, super-protetto o troppo vincolato, è un figlio per lo più infelice. Questo avviene perché inconsapevolmente trasmettiamo ai nostri figli i bisogni insoddisfatti, le aspettative deluse e i sogni irrealizzati del genitore durante la propria vita.

Per assolvere ad un compito tanto difficile com’è quello di fare il padre o la madre, quasi mai il genitore si ferma a considerare la propria strategia, ma la attua, spesso confondendo i propri bisogni con quelli dei figli.

Di cosa ha bisogno il genitore consapevole?

Il corso si propone di tracciare un percorso che aiuti i genitori a scoprire le proprie consapevolezze affinché possano trasmettere questo modo d’essere ai figli. Si rivolge a tutti i genitori che si sentono pronti a prendersi del tempo per riflettere sulle loro scelte genitoriali per trasmettere (e non solo insegnare) ai figli uno stile di vita basato sull’autoconsapevolezza.

Per arrivare ad essere un genitore consapevole la strada è lunga e bisogna iniziare ragionando considerazioni sul ruolo dei genitori e sui doveri che ne derivano. Il genitore consapevole è soprattutto un genitore capace di apprezzare il presente. L’incapacità di soffermarsi su quanto ci accade ogni giorno, si combina con il mancato apprezzamento dell’ordinario per mettersi sempre alla ricerca di un risultato migliore.

Quando aspettiamo un bambino oltre alle emozioni più totalizzanti della nostra vita, iniziano anche un sacco di preoccupazioni e di timori. “La gravidanza andrà bene? Il parto sarà doloroso? Mio figlia sarà sano?” E poi più il tempo passa più le domande si complicano “Sarò una buona madre? Riuscirò a non perdere la pazienza?”. Più il tempo passa più pensiamo al futuro, al prossimo passo.

Questo comportamento piuttosto che spronare ad ottenere un risultato migliore, insegna invece a non godere di ciò che si ha perché c’è sempre una meta migliore da raggiungere. Ai figli dovrebbe essere insegnato di apprezzare il viaggio, la vita, il percorso, perché ogni momento che sia bello o brutto non è fine a se stesso, ma incarnato nel divenire.

Grazie al corso i genitori impareranno ad aiutare i propri figli a crescere, formando una loro identità e mettendo a frutto una serie di potenzialità, che crescendo potranno utilizzare in futuro.

Verranno poste alle basi quelle condizioni favorevoli che poi i figli si troveranno a gestire come meglio crederanno, senza forzare, ma proponendo con delicatezza e osservando le sue reazioni e i suoi interessi. Non bisogna imporre ma proporre stimoli da condividere insieme, senza la rigidità delle aspettative genitoriali e dei giudizi che ne derivano.

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